La sede: Palazzo Crepadona

Belluno ha dal 1981 un centro culturale denominato “Crepadona”. Esso prende il nome dalla nobile famiglia dei Crepadoni il cui palazzo, tra i più importanti della città, è oggi sede della Biblioteca civica, oltre che di esposizioni temporanee.

Il complesso fu con tutta probabilità realizzato unendo una serie di edifici preesistenti che raccoglievano primitive abitazioni romane e substrati alto-medioevali di fortificazioni. Infatti l’attuale altana ha conservato la struttura di una delle torri che sopravanzavano le mura settentrionali cittadine, i cui resti sono ancora visibili a piano terra. La data del completamento del palazzo 1558 è incisa sul frontespizio della vasca della fontana rinvenuta all’interno della corte e ora murata all’ingresso dell’edificio.

Dopo un lungo periodo di abbandono e progressivo degrado, l’edificio venne acquistato dall’Amministrazione comunale di Belluno nel 1973 e, su progetto dell’architetto Mario Dal Mas, con un intervento di restauro conservativo tra il 1976 e il 1981, fu ristrutturato proprio allo scopo di realizzare un centro culturale per Belluno. Il recupero volle ritrovare la veste rinascimentale della struttura, demolendo tutti i locali, costruzioni e modifiche accessorie che, nel corso degli anni, erano stati aggiunti, manifestando invece l’originale eleganza e la semplicità delle linee architettoniche attualmente apprezzabili.

Per questo la composizione edilizia attuale deriva, pur nel contesto urbanistico locale, dalla tipica casa veneziana con due lati a porticato con soprastanti loggiati. La bella corte centrale si sviluppa in forma leggermente rombica ed un lato del loggiato prosegue per un’arcata su uno dei lati pieni per consentire il passaggio di una scala marmorea attraverso la quale si accede al salone di rappresentanza al primo piano.

Al suo interno alcuni interessanti affreschi dei Sec. XIV-XV-XVI sono ancora visibili a piano terra (S. Cristoforo) e al primo piano nell’attuale sala di lettura, mentre nella corte rinascimentale è stato collocato uno dei simboli della storia della città: il sarcofago romano di Gaio Flavio Ostilio Sertoriano e di sua moglie Domizia (secolo III) rinvenuto nel corso degli scavi della Chiesa di S. Stefano nel 1480, decorato con vivaci scene di caccia.

Nel salone di rappresentanza, ora sala di lettura della biblioteca al primo piano, sono esposti 13 opere del pittore Masi Simonetti (Zoppé di Cadore 1903 – Parigi 1967) del Museo Civico, mentre nella sala Cappella si trova un dipinto murale ad opera dell’artista francescano Ugolino da Belluno (Belluno 1919- Roma 2002).

Piano terra e primo piano sono attualmente sede della Biblioteca civica che, fondata nel 1933, svolge la triplice funzione di biblioteca provinciale (con sede riconosciuta anche al deposito legale degli stampati per l’intera provincia di Belluno), di pubblica lettura (anche con una biblioteca dedicata ai ragazzi dal 1997) e di conservazione, caratteristiche rispettivamente assegnate in relazione alla consistenza dei fondi, al rilievo dell’utenza, ai servizi erogati e al possesso di una preziosa raccolta di manoscritti, libri e periodici antichi a stampa di autore e carattere prevalentemente locale, conservati nella sezione storica. Tra gli antichi e rari di notevole interesse gli autografi del musicista Antonio Miari (Belluno 1777- Landris di Sedico 1854) e del cantante sopranista Giovan Battista Velluti (Corridonia 1780 – Sambruson di Dolo 1861), le opere degli umanisti bellunesi Andrea Alpago (Belluno 1450 – Padova 1522), Urbano Bolzanio (Belluno 1442 – Venezia 1524) e Giovan Pierio Valeriano (Belluno 1477 – Padova 1558) e, in particolare, tre volumi appartenuti alla splendida raccolta libraria appartenuta alla nobile famiglia Piloni che furono impreziositi da dipinti sui tagli e sui piatti dal secondo cugino di Tiziano, Cesare Vecellio (Pieve di Cadore 1521- Venezia 1601).

La Biblioteca è un’istituzione culturale strettamente legata al territorio, che punta allo sviluppo di relazioni a più livelli con enti, istituti culturali, biblioteche, scuole e università, favorisce l’apertura costante di nuovi servizi, realizza una programmazione continua di attività (presentazione di libri e di autori, gruppi di lettura, corsi di scrittura e poesia, conferenze, convegni e mostre) legate all’obiettivo dell’educazione alla lettura, insieme allo sviluppo di un’aggiornata dotazione libraria e emeroteca, la fornitura di documenti multimediali e il collegamento a internet per le ricerche bibliografiche.

Dal 1989, partecipa attivamente al Servizio Bibliotecario Nazionale nel polo regionale veneto, nel quale è attiva promotrice dei numerosi progetti di recupero catalografico dei documenti antichi e moderni, a stampa e manoscritti (oltre 130.000) conservati e di una serie di donazioni di volumi o di interi fondi d’interesse locale e generale (Miari, 1996, Varale 1997, Procacci 1998, Maggioni 2001-2007-2010-2011-2013, Velluti 2002, Riposi 2001-2003, Miari Melzi d’Eril 2004, Vinanti 2005, Fondazione Cariverona 2000-2005, Dal Fabbro 2006) per i quali promuove iniziative di valorizzazione ed è partner del servizio di inteprestito nazionale e internazionale ILL-SBN per lo scambio dei documenti originali e delle riproduzioni tra le biblioteche.

L’azione promozionale viene esercitata, oltre che per interessi, anche per fasce d’età e, in particolare, uno stretto legame con scuole e famiglie sviluppa un percorso di piacere nei confronti della lettura e di conoscenza dei servizi bibliotecari, per bambini e ragazzi.

Negli ultimi dieci anni è appuntamento fisso una mostra di illustrazione per l’infanzia con la presenza di autori di fama internazionale. Di rilievo le personali di Jozef Wilkon nel 2005 e di Anna Laura Cantone nel 2007. L’obiettivo è quello di esercitare anche una funzione di educazione all’immagine nelle giovani generazioni, avviando moduli didattici su temi di carattere artistico ed estetico. [L’iniziativa è stata interrotta nel 2008.]

Il Centro culturale Crepadona fin dall’inaugurazione, avvenuta con la mostra “Arte del ‘600 nel Bellunese” nel 1981, è stato promotore di numerose esposizioni d’arte moderna, che ne hanno fatto un polo culturale di attrazione per la cultura artistica provinciale e veneta.

Tra queste si ricordano le apprezzate ”Marco Ricci e il paesaggio veneto del Settecento” nel 1993 “Capolavori della pittura veneta dal Castello di Praga” nel 1994, “Da Van Gogh a Ricasso. Capolavori del disegno francese del XIX e XX secolo. Da Corot a Monet. Opere impressioniste e post-impressioniste dalla Johannesburg Art Gallery” nel 2003, “A nord di Venezia. Scultura e pittura delle vallate dolomitiche tra Gotico e Rinascimento” nel 2004, “Caffi. Luci del Mediterraneo” del 2005, “Tiziano. Belluno L’ultimo atto” nel 2007, “Andrea Brustolon” nel 2009 e “Sebastiano Ricci tra le sue Dolomiti” nel 2010.

Ma numerose anche le mostre di arte contemporanea tra le quali, “Pop art e oggetto: artisti italiani degli anni Sessanta” nel 1996 “Arte povera e dintorni” nel 1997, “La citazione: arte in Italia negli anni ’70 e ‘80” nel 1998, “Alle soglie del 2000: arte in Italia negli anni ‘90” nel 1999, “Buzzati 1969: il laboratorio di Poema a fumetti nel 2002, e il “Premio artista dell’anno” per il quale dal 2000 al 2006 hanno esposto gli artisti Luigi Ontani, Carla Accardi, Botto e Bruno, Mimmo Rotella, Sissi, Enzo Cucchi e Agostino Bonalumi,

Nel corso del 2003 l’Amministrazione comunale ha effettuato lavori di adeguamento dei loggiati e delle sale del secondo piano, secondo la normativa prevista per la sicurezza e la climatizzazione, ampliando e definendo gran parte delle sale all’uso di spazi espositivi, secondo gli standard necessari.

L’utilità dell’intervento, che ha dato una destinazione adeguata alle nuove esigenze dell’edificio, ha avuto il limite di aver invaso anche la sala di lettura della Biblioteca, installando una barriera divisoria che attualmente deturpa il salone di rappresentanza del palazzo, privandolo della luce naturale e riducendo lo spazio utile agli utenti della Biblioteca.

Nel 2007, in occasione della mostra “Tiziano. Belluno, l’ultimo atto” affidata per la progettazione dell’allestimento all’architettto Mario Botta, è stata costruita una struttura temporanea (il cosiddetto “cubo”) a fare da copertura della corte, allo scopo di realizzare un nuovo ambiente con funzioni di sala espositiva. L’intervento ha però privato il palazzo della sua bella corte interna, modificandone sostanzialmente la funzionalità e l’aspetto originario. Purtroppo per la conservazione, la funzionalità e l’dentità stessa del Palazzo, la “temporaneità” del cosiddetto “cubo” perdura ancora oggi! (2016).

                                                                                           Giovanni Grazioli

Tratto da: “Lungo le vie di Tiziano : i luoghi e le opere di Tiziano, Francesco, Orazio e Marco Vecellio tra Vittorio Veneto e il Cadore / a cura di Marta Mazza. – Ginevra ; Milano : Skira, [2007]. – 197 p. : ill. ; 21 cm.” con aggiornamenti del 2014.