Negli anni dell'università Levi saliva in montagna principalmente con due amici, nonché compagni di studi: Sandro Delmastro e Alberto Salmoni. L'autore si è spinto tra le montagne su cui arrampicarono, visitando i paesi dove andarono in villeggiatura, le valli che attraversarono in bicicletta e gli alpeggi dove si rifugiarono dopo l'8 settembre del 1943.
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"Primo Levi disse che Mario Rigoni Stern e Nuto Revelli assieme a lui erano come tre petali di un trifoglio perché avevano attraversato le tragedie della Seconda Guerra mondiale, sofferto il freddo e la fame, visto e superato l’orrore, e poi scritto opere contigue per senso etico e nitore di stile" (Giuseppe Mendicino).
Una copia è presente nel Fondo Mario Rigoni Stern donato da Giuseppe Mendicino alla Biblioteca Bertoliana di Vicenza