Giotto, Leonardo, Raffaello fanno parte di quei nomi che oggi evocano i grandi geni dell’arte del Rinascimento. Tuttavia questi e altri nomi di artisti di quell’epoca non furono sempre degli appellativi scontati, assegnati loro fin dalla nascita.
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Al contrario, come dimostra la lettura critica delle biografie di Giorgio Vasari, spesso il nome (e il cognome) racchiudevano storie di vita individuali, vicende professionali e evoluzioni personali che potevano accumularsi nel tempo, e così arricchire o modificare l’identità di coloro ai quali erano attribuiti. Il ruolo dei committenti e soprattutto dei maestri degli artisti fu sovente determinante nel fissarne il nome con cui passarono alla storia, molto più delle loro origini familiari e della loro parentela di sangue. “Farsi un nome” fu dunque un’attività creativa e in movimento, cui parteciparono tanto i protagonisti quanto il loro pubblico.