La politica contemporanea vive della tensione irriducibile tra la potenza della tecnica, volta a omologare il globo ai propri protocolli astratti e la resistenza dei grandi spazi politici, impegnati a difendere il proprio residuo potere sovrano.
[...]
In questo scontro, in cui tutti gli imperi, compreso quello americano, sembrano perdere il controllo del proprio destino, il Kaos diventa la forma stessa del mondo. Anche la geopolitica, che mira a organizzare realisticamente i rapporti internazionali, lo assume come condizione di partenza, mai del tutto superabile, da cui però può nascere un ordine possibile. Ma quale? La politica riuscirà a fronteggiare le potenze congiunte della tecnica e dell’economia, che insidiano la sua stessa presenza? I due saggi che compongono questo libro interrogano tali questioni nella loro genealogia profonda e nel loro sviluppo epocale, mettendo allo scoperto le irresolubili aporie che ne discendono.