L'importanza del «fascismo delle cose»: i piccoli oggetti materiali della quotidianità, quelli che segnano l'orizzonte di tutti i giorni, semplici e familiari, come beni di consumo, medicine, monete, francobolli, tessere. Da alcuni anni è tornata una grande attenzione sulla storia del fascismo. Questo libro affronta il ruolo giocato in esso dalla cultura materiale.
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La visuale adottata qui con perizia da Emanuela Scarpellini non è però centrata su grandi monumenti o opere d'arte, ma è del tutto inedita: mette a fuoco i piccoli oggetti della quotidianità, quelli che segnano l'orizzonte di tutti i giorni, semplici e familiari, come beni di consumo, medicine, monete, francobolli. Un esempio ne sono i consumi coloniali, i primi che vengono alla mente parlando di oggetti materiali legati al fascismo, e tra questi il caffè, che iniziò a diventare un prodotto «italiano», e il tabacco, che conobbe un'enorme diffusione grazie alle sigarette. Senza dimenticare cioccolato, tè e altri beni, tutti considerati nella loro dimensione sensoriale. Un universo variegato che racconta una storia non sempre coincidente con quella «alta» delle cose importanti, riservando a volte conferme, a volte sorprese.